Paolo Ziliani torna a puntare i riflettori sulla situazione della Nazionale alla vigilia della sfida contro la Turchia. In un lungo intervento pubblicato su X, il giornalista analizza le conseguenze che potrebbe avere un’altra sconfitta dopo il 2-0 subito contro il Belgio, concentrandosi soprattutto sulla posizione dell’Italia nella Nations League.
Ziliani parte dalle ambizioni espresse alla vigilia da Giovanni Malagò e Roberto Mancini, ricordando il riferimento alla volontà di tornare a vincere il Mondiale. Secondo il giornalista, però, la realtà sarebbe ben diversa: “se floppiamo con la Turchia ci ritroveremo con un piede e mezzo nella Serie B dei diseredati d’Europa”.
Ziliani: “Gli orizzonti della nazionale azzurra sono cupi”
Ecco le parole di Paolo Ziliani su X:
“Malagò e Mancini parlavano di un’Italia che vuole rivincere il Mondiale; ma la verità è che se floppiamo con la Turchia ci ritroveremo con un piede e mezzo nella Serie B dei diseredati d’Europa Come ho raccontato dopo lo shock di Italia-Belgio 0-2, gli orizzonti della nazionale azzurra sono cupi: se cadiamo anche stasera a Bursa l’incubo di precipitare nel sottoscala del calcio europeo diventerà realtà e si aprirà ufficialmente l’era dell’Italia delle vacche magre Poichè passare da una Corea all’altra – dove per Corea s’intende una disfatta della nazionale azzurra: la madre di tutte fu, per l’appunto, Italia-Corea del Nord 0-1, mondiali del ‘66 in Inghiltera, gol di Pak do Ik, azzurri eliminati al girone, Middlesbrough -, poichè passare da una Corea all’altra, dicevo, sta diventando per noi una consolidata abitudine con Zenica (Bosnia-Italia 5-2 ai rigori) a chiudere nel marzo scorso una catena che da Middlesbrough ad oggi sta cominciando a farsi sinistramente lunga, la speranza è che i mammasantissima del Palazzo, e cioè Abodi, Malagò, Buongiorno e le mummie che li accompagnano nel loro sonno eterno siano andati questa mattina ad accendere un cero alla Madonna implorandola affinchè Bursa, città turca di 3 milioni di abitanti posta a sud del mar di Marmara, non si aggiunga alla lista delle località il cui ricordo per il calcio italiano rimarrà nefasto nei secoli.
È infatti a Bursa, nello stadio Timsah Arena (43 mila posti a sedere) in cui gioca il Bursaspor che questa sera l’Italia di Mancini scenderà in campo per il secondo turno del girone eliminatorio di questo insulso e all’apparenza inutile torneo che risponde al nome di Nations League.
Una competizione di cui non frega nulla a nessuno ma che, piaccia o no, una sua rilevanza ce l’ha: è infatti il torneo deputato a stabilire un ranking di merito tra le 54 nazionali del continente europeo (o meglio: tra le 53 più Israele) dividendole tra Serie A (16), Serie B (16), Serie C (16) e Serie D (6), suddivisione che al momento dei sorteggi per Europei e Mondiali gioca un ruolo non secondario privilegiando gli occupanti dei piani alti (leggi Serie A) dove è vivamente consigliato vivere e abitare.
E sia chiaro: perdere a Bursa questa sera contro la Turchia non sarebbe in assoluto una Corea; l’Italia resterebbe a zero dopo due partite ma ne avrebbe ancora quattro – due con la Francia, una col Belgio e una con la Turchia – per cercare di recuperare il terreno perduto. In realtà, anche se i calcoli sulla carta lasciano il tempo che trovano, per l’Italia M&M (leggi Mancini & Malagò) una sconfitta questa sera a Bursa sarebbe potenzialmente distruttiva. Perchè…”

