Sui colonne del Corriere dello Sport, il giornalista Alberto Polverosi scrive questo a proposito del ritorno di Paolo Vanoli sulla panchina della Fiorentina:
“Sui social e negli interventi alle radio gli umori sono un po’ diversi. «Da Vanoli mi aspetto che faccia giocare bene la squadra», è una linea. «Io mi aspetto il settimo posto», una linea ancora più ambiziosa. È normale che i tifosi abbiano queste speranze, quelli di Firenze poi ne hanno ancora più diritto dopo lo scempio dell’anno scorso. Però ora serve equilibrio, serve ragionare usando la testa e non la pancia. In questo momento Vanoli deve avere un solo obiettivo fondamentale: portare via la squadra dall’ultimo posto in classifica. È lo stesso identico obiettivo del campionato scorso. Oggi al Parco Viola nessuno può pensare a qualcosa di diverso. Dopo si vedrà, ma solo dopo.
Ora che è tornato anche lui lasci quei sogni nell’intervista a Zazzaroni. Li tirerà fuori più avanti, se tutto ANDRÀ bene. Lo aspetta un lavoro mica semplice, finora la Fiorentina è stata il niente: gioco, idee, forza, temperamento, assetto, scelte, condizione fisica, non c’è niente che possa avvicinare la Viola al concetto di squadra. Il nuovo/vecchio allenatore deve ricominciare da capo e la speranza di Firenze è che impieghi meno tempo dell’anno scorso. A Lady Radio un ascoltatore lo ha chiamato “Vanolimattoncino”. Definizione perfetta, un mattoncino ogni giorno per tirare su le fondamenta. All’arredo potrà pensarci dopo”.
L’analisi di Polverosi frena i facili entusiasmi della piazza fiorentina, esortando tutti a fare un bagno di realtà di fronte alla gravissima situazione di classifica. Con la squadra inchiodata all’ultimo posto e priva di un’identità tattica e caratteriale, la ricetta del tecnico di Varese non potrà basarsi su sogni d’Europa o grande spettacolo, ma sulla faticosa ricostruzione delle basi minime per salvare la stagione.

