L’ennesimo cambio sulla panchina della Fiorentina, con l’esonero lampo di Fabio Grosso dopo appena tre giornate e il richiamo in panchina di Paolo Vanoli, riporta d’attualità il tema della stabilità tecnica sotto la gestione di Rocco Commisso. I numeri raccontano una frequenza di avvicendamenti sorprendente per un club che ha sempre dichiarato di voler costruire progetti a lungo termine.
Dalle parentesi di Montella e Iachini fino al ritorno di Vanoli: la continuità resta un miraggio a Firenze
Con la recente decisione di sollevare Grosso dall’incarico, salgono infatti a sette gli allenatori distinti ad essersi seduti sulla panchina viola da quando la proprietà italo-americana ha rilevato il club nell’estate del 2019. Un dato che diventa ancora più significativo se si considerano i singoli mandati ufficiali e i vari ritorni in corsa.
Un valzer di panchine iniziato nel 2019 con Vincenzo Montella, proseguito con la doppia parentesi di Giuseppe Iachini intervallata dal breve ritorno di Cesare Prandelli, fino al ciclo triennale di Vincenzo Italiano (l’unico ad aver garantito una vera continuità tattica e di risultati). A seguire, le brevi ed estive esperienze con Raffaele Palladino e Fabio Grosso, prima di arrivare all’attuale richiamo di Paolo Vanoli.
I continui stravolgimenti della guida tecnica testimoniano una difficoltà cronica nel trovare una linea societaria duratura, trasformando la panchina gigliata in una delle più instabili del panorama calcistico italiano.

