Il richiamo di Paolo Vanoli sulla panchina della Fiorentina dopo il repentino esonero di Fabio Grosso continua a far discutere l’ambiente viola. Nel corso della trasmissione RTV38, l’ex portiere e opinionista Giovanni Galli ha commentato la scelta della società, lasciando intendere come all’interno del club ci fossero visioni differenti sul nome del tecnico.
Galli, il ribaltone in panchina e le dinamiche interne tra allenatore e dirigenza
«Probabilmente qualcuno in società, a parte Paratici che non ha creduto in lui, ha spinto per il ritorno di Vanoli», ha sottolineato Galli. «Mi cospargerò il capo di cenere a giugno se Vanoli dimostrerà di riuscire a far funzionare la squadra, senza fare paragoni con la stagione passata».
Proseguendo nella sua analisi, Galli ha invitato a considerare l’attuale gestione come un capitolo del tutto nuovo:
«L’anno scorso Vanoli ha fatto bene, raggiungendo gli obiettivi richiesti dalla società. Ora però lo considero come un “nuovo” allenatore: si riparte da zero e con nuovi interpreti. È un nuovo percorso e sta a lui dimostrare che il suo gioco può essere convincente con questa rosa».
Infine, Galli si è espresso sulle motivazioni che hanno portato alla rottura con Grosso dopo sole tre giornate:
«Grosso ha fatto capire spesso che qualcosa mancava a livello di giocatori. Forse c’è stato qualche attrito con Paratici, oltre agli scarsi risultati in campo. Questo ha probabilmente portato alla rottura definitiva».

