Le tre sconfitte consecutive nelle prime tre giornate hanno rappresentato la goccia che ha fatto traboccare il vaso, ma le ragioni della separazione tra la Fiorentina e Fabio Grosso affondano le radici in fratture ben più profonde. Secondo quanto riportato da La Nazione, il rapporto tra l’ormai ex allenatore viola e il direttore sportivo Fabio Paratici si sarebbe deteriorato progressivamente nelle ultime settimane, fino a diventare del tutto insanabile.
Fiorentina, il retroscena dell’esonero Grosso
Il punto di massimo attrito ha riguardato le strategie di calciomercato. Grosso ha manifestato a più riprese il proprio malcontento nei confronti della dirigenza, lamentando il mancato ascolto delle sue indicazioni tattiche. Tra tutte, l’esplicita richiesta dell’incontrista Thorstvedt, mai arrivato a Firenze.
A scaldare ulteriormente gli animi sono state le divergenze nella gestione del reparto avanzato e, nello specifico, il caso relativo a Moise Kean, poi ceduto al Como. La pubblica dichiarazione di Grosso — che aveva garantito l’impiego del centravanti qualora fosse rimasto in rosa — non è stata affatto gradita dai vertici societari, leggendola come una nota di sfiducia verso la linea del club.
Ad appesantire il clima si è aggiunta infine una spaccatura all’interno dello spogliatoio: il tecnico ha faticato a trovare la giusta sintonia con diversi elementi della rosa, mentre le prestazioni sul campo continuavano a deludere le attese. Una distanza di vedute insanabile tra chi chiedeva una squadra d’esperienza e chi pretendeva risultati immediati con la linea giovane.

