Roma e Juventus finiscono nel mirino di Paolo Ziliani. In un lungo intervento pubblicato su X, il giornalista ha analizzato il mercato delle due società, concentrandosi soprattutto sui rapporti con l’UEFA e sugli accordi sottoscritti nell’ambito del Fair Play Finanziario.
Secondo Ziliani, entrambe le società avrebbero dovuto effettuare cessioni importanti per rispettare gli impegni presi con Nyon. Uno scenario che, però, non si è verificato. “Ebbene: sono passati 40 giorni, il mercato ha chiuso ieri i battenti e cos’hanno fatto Roma e Juventus? Nulla di quanto gli accordi con l’UEFA imponevano loro”, scrive.
Il giornalista sottolinea come i due club non abbiano realizzato cessioni in grado di garantire importanti entrate. Al contrario, hanno continuato a investire sul mercato. Secondo i dati Transfermarkt citati da Ziliani, la Roma avrebbe speso 124,5 milioni di euro, incassandone 18,8, con un saldo negativo di circa 106 milioni.
Ancora più pesante il dato della Juventus: 164,35 milioni di acquisti contro 26,5 milioni di cessioni, per un saldo negativo di circa 138 milioni.
Ziliani ricorda inoltre le dichiarazioni di Gian Piero Gasperini e Damien Comolli, che avevano evidenziato la necessità di effettuare cessioni per rispettare i vincoli economici. Secondo il giornalista, però, le strategie dei due club hanno seguito una direzione completamente diversa.

“Roma e Juventus hanno capito qual è il giro del fumo, si sono fatte forti del precedente UEFA-Chelsea del 2025 e hanno deciso di fottersene dei regolamenti”, sostiene Ziliani, ipotizzando che entrambe le società confidino in sanzioni non particolarmente pesanti.
Il riferimento è al caso Chelsea, che secondo Ziliani avrebbe dovuto rispettare rigide restrizioni sul mercato dopo la sanzione UEFA. Il club inglese riuscì a farlo attraverso una lunga serie di cessioni, generando oltre 250 milioni di euro di entrate.
Roma e Juventus, invece, non avrebbero seguito lo stesso percorso. Da qui la domanda rivolta direttamente all’UEFA: “Com’è possibile tutto ciò? È la classica domanda da un milione di dollari alla quale sarebbe il caso rispondesse l’UEFA”.
In conclusione, Ziliani si chiede quali saranno le conseguenze quando il CFCB esaminerà le liste UEFA dei due club. E chiude con una provocazione: “La situazione è grave ma non è seria”.

