Due giornate sono poche per emettere sentenze definitive, ma sufficienti per iniziare a porsi qualche domanda. Il Napoli di Massimiliano Allegri ha raccolto tre punti nella trasferta di Marassi contro il Genoa e poi è caduto in casa contro il Como di Cesc Fabregas. Due partite diverse per risultato e avversario, ma secondo Paolo Ziliani accomunate da una caratteristica preoccupante: la mancanza di un’identità di gioco riconoscibile.
Il giornalista, commentando su X la sconfitta degli azzurri, ha utilizzato parole durissime, arrivando a paragonare il nuovo Napoli al Milan allenato da Allegri nella passata stagione.
Ziliani attacca Allegri: il Napoli non convince
“Dopo due giornate il sospetto è forte: il Napoli di Allegri sembra la fotocopia del Milan di Allegri, la squadra che giocò il peggior calcio del campionato”, ha scritto Ziliani.
Un giudizio pesante, soprattutto considerando la qualità della rosa che il tecnico livornese ha a disposizione. Il Napoli può contare su giocatori come Kevin De Bruyne, David Neres, Romelu Lukaku e numerosi altri elementi di livello internazionale. Proprio per questo, secondo Ziliani, diventa difficile giustificare una prestazione così povera dal punto di vista della proposta calcistica.
Contro il Como, Allegri ha provato a cambiare la partita nella ripresa inserendo diversi giocatori di qualità. De Bruyne, Alisson Santos, Spinazzola, Neres e Lucca sono entrati dalla panchina nel tentativo di ribaltare una situazione diventata complicata. Ma la reazione non è bastata.
Ed è proprio questo uno degli aspetti sottolineati da Ziliani: “Tracce di gioco: zero virgola zero”. Una frase destinata inevitabilmente a far discutere, perché fotografa una squadra che, almeno in queste prime uscite, sembra affidarsi più alle individualità e agli episodi che a un sistema offensivo strutturato.
Il paragone con il Milan dello scorso anno nasce quindi dalla filosofia, prima ancora che dai risultati. Ziliani definisce quella squadra “il peggior calcio del campionato” e sostiene che il Napoli rischi di ripercorrerne le orme.
La sconfitta contro il Como, però, può anche rappresentare un campanello d’allarme utile. Allegri ha ancora tempo per modificare qualcosa, trovare gli equilibri e dare un’identità precisa alla squadra.
Perché se il Napoli vuole davvero difendere lo Scudetto e competere in Champions League, il talento della rosa non può essere l’unica arma a disposizione. E dopo appena due giornate, il vero interrogativo non riguarda ancora la classifica: riguarda il calcio che questa squadra vuole giocare.

