Otto gol fatti, zero subiti, due vittorie nette e una sensazione precisa: questa Roma non vuole perdere tempo. Dopo il 4-0 rifilato alla Fiorentina all’esordio, i giallorossi hanno ripetuto lo stesso risultato a Lecce, mostrando una continuità che raramente si vede nelle prime settimane di campionato. E allora la domanda diventa inevitabile: questa Roma è davvero da Champions?
La risposta, oggi, è sì. Ma con una precisazione: non perché due partite possano certificare un obiettivo stagionale, bensì perché ciò che si è visto in campo lascia intravedere una squadra costruita per competere ai piani alti.
La Roma ha già cambiato passo: ora deve dimostrare di essere grande
Il dato più impressionante non è nemmeno rappresentato dagli otto gol. È il modo in cui sono arrivati. Contro il Lecce, la Roma ha praticamente chiuso la partita in 25 minuti: doppietta di Malen, gol di Soulé e poi, nella ripresa, la rete di Rodrigo Mora.
Malen è naturalmente il simbolo di questo avvio. L’attaccante olandese ha già trovato cinque volte la porta nelle prime due giornate, eguagliando un record che apparteneva a Gabriel Batistuta.
Ma sarebbe un errore ridurre tutto al centravanti. La vera novità è la sensazione di avere finalmente una Roma capace di aggredire le partite, di giocare in avanti e di trasformare la superiorità tecnica in occasioni e gol.

Il merito va anche a Gian Piero Gasperini. Il suo calcio pretende intensità, coraggio e continuità. È un progetto che può funzionare molto bene con una squadra che sembra avere qualità offensive e alternative.
Il cammino verso la Champions, però, passerà soprattutto dalle partite meno spettacolari. Vincere contro le grandi è importante, ma sarà fondamentale non perdere punti contro le squadre sulla carta inferiori. La Roma dello scorso anno ha chiuso al terzo posto, conquistando già il ritorno nell’Europa che conta.Ora l’obiettivo è trasformare quel piazzamento in una certezza e, perché no, provare ad alzare ulteriormente l’asticella. Dopo due giornate è presto per parlare di Champions. Ma dopo due 4-0 è impossibile non parlarne.

