Il VAR sembra essere improvvisamente sparito dalla Serie A. Nelle prime gare della nuova stagione, infatti, non si è ancora registrato un intervento significativo dalla sala video per richiamare l’arbitro al monitor. Una situazione che ha inevitabilmente attirato l’attenzione, soprattutto dopo una stagione nella quale il ruolo della tecnologia era stato spesso al centro delle discussioni.
Ma cosa sta succedendo? Il VAR non è stato eliminato, naturalmente. A essere cambiato è piuttosto il modo in cui viene utilizzato. La nuova linea arbitrale punta infatti a restituire maggiore centralità al direttore di gara, limitando gli interventi della sala VAR ai casi considerati realmente decisivi.
Meno VAR e più potere all’arbitro: la nuova linea
Il nuovo corso portato avanti dal duo Orsato-Messina si inserisce in una tendenza indicata anche da Rosetti, presidente della commissione arbitrale della UEFA. L’obiettivo è ridurre il peso della tecnologia sulle decisioni e permettere agli arbitri di tornare a essere i principali protagonisti della gestione delle partite.
Una scelta che comporta inevitabilmente anche un rischio: quello di vedere qualche errore in più. Il VAR continua infatti a essere disponibile, ma non deve trasformarsi in uno strumento capace di correggere ogni singola decisione presa in campo.
Dopo le prime partite, i benefici sembrano soprattutto legati alla fluidità del gioco. Meno interruzioni, meno attese davanti al monitor e maggiore continuità nelle azioni. Un aspetto che, almeno per il momento, sembra essere apprezzato anche dai tifosi, nostalgici di un calcio caratterizzato da meno pause.
Sarà però necessario aspettare prima di esprimere un giudizio definitivo. La vera prova arriverà con il primo intervento importante del VAR. A quel punto sarà interessante capire come verrà interpretata la nuova direttiva e se, dopo un eventuale errore, torneranno le discussioni sulla scelta di lasciare maggiore autonomia al direttore di gara.
Il VAR, quindi, non è sparito. Semplicemente, almeno in questo avvio di stagione, sembra essere tornato al ruolo per cui era stato introdotto: intervenire soltanto quando serve davvero.

