La partita per il controllo del calcio mondiale è ufficialmente entrata in una nuova fase. Il rapporto tra UEFA e FIFA è sempre più teso e, secondo la lettura di Paolo Ziliani, «la guerra dei 7 mesi tra UEFA e FIFA è cominciata». Una sfida che potrebbe avere conseguenze pesanti anche sul futuro di Gianni Infantino.
Scontro UEFA-FIFA, il futuro di Infantino passa dai prossimi sette mesi
Il presidente della FIFA sembrava avviato senza ostacoli verso il quarto mandato, con l’assemblea elettiva fissata per marzo 2027 in Marocco. Oggi, però, lo scenario appare meno prevedibile. Lo scontro istituzionale potrebbe infatti trasformarsi in una battaglia politica capace di mettere in discussione equilibri che fino a poco tempo fa sembravano consolidati.
Nel mirino c’è soprattutto la gestione di Infantino e una FIFA sempre più protagonista nell’espansione del calendario internazionale. Mondiale per club, competizioni per nazionali e nuovi progetti hanno aumentato ricavi e visibilità, ma anche alimentato il confronto con l’UEFA sulla gestione del calcio e sulla distribuzione delle risorse.
Ziliani descrive Infantino come un presidente che, dopo aver accumulato un enorme potere, rischierebbe ora di trovarsi sempre più isolato. E utilizza un paragone particolarmente significativo: «oggi sembra Wile Coyote», alle prese con una situazione che potrebbe sfuggirgli definitivamente di mano.
La rielezione resta comunque possibile. Come sottolinea lo stesso giornalista, «nella vita, si sa, tutto è possibile», compresa una nuova conferma a Rabat. Ma il punto è capire se nei prossimi mesi emergerà un fronte realmente capace di contrastare Infantino.
La vera sfida, dunque, è appena iniziata. Se il conflitto con l’UEFA dovesse allargarsi, i prossimi sette mesi potrebbero diventare decisivi per il calcio mondiale. E quello che sembrava un quarto mandato già scritto potrebbe trasformarsi in una delle elezioni FIFA più combattute degli ultimi anni.

