Il Milan di Ruben Amorim ha iniziato il campionato con sei punti, ma secondo Ivan Zazzaroni è ancora troppo presto per esprimere giudizi definitivi. La vittoria contro il Venezia ha mostrato una squadra capace di ottenere il risultato, ma ancora lontana dal poter essere considerata pienamente compiuta sul piano del gioco.
Milan, la vittoria sul Venezia non basta: Zazzaroni analizza il nuovo corso di Amorim
Il direttore del Corriere dello Sport parte però da un’altra considerazione, legata alla profonda trasformazione vissuta dal club negli ultimi anni. «Di quella squadra e di quel gruppo è rimasto poco o nulla», osserva Zazzaroni, ricordando il Milan campione d’Italia nel 2022 e i tanti protagonisti che hanno lasciato il club.
Restano Maignan, Tomori, Gabbia e Saelemaekers, ma la società ha cambiato volto e filosofia. «Quello attuale è il Milan di Cardinale, un punto esclamativo», scrive il direttore, sottolineando il ruolo sempre più centrale del proprietario Gerry Cardinale nelle scelte di mercato.
Anche il campo, però, invita alla prudenza. Contro il Venezia, il Milan ha faticato soprattutto nella prima parte e ha trovato maggiore qualità dopo gli ingressi di Rabiot e Saelemaekers. Proprio quest’ultimo ha servito Gonçalo Ramos nell’azione decisiva.
I tre punti rappresentano il dato più importante, ma Zazzaroni frena gli entusiasmi sul piano estetico. «Di bel gioco non si può ancora parlare», è la sua conclusione, accompagnata da una critica verso chi cerca già di individuare l’impronta definitiva del tecnico portoghese: «l’impronta di Amorim è, al momento, materia per i trombettieri in servizio permanente effettivo».
Il Milan, quindi, ha ancora bisogno di tempo. La squadra è cambiata profondamente, Amorim sta costruendo la propria identità e il calendario permetterà soltanto più avanti di capire quale sia il reale potenziale dei rossoneri.
Una cosa, però, è già evidente: il nuovo Milan ha cominciato a vincere. Adesso dovrà dimostrare di saper convincere.

