Alfonso Signorini ha avviato una nuova battaglia giudiziaria legata al caso Fabrizio Corona. Dopo la denuncia per concorso in diffamazione, l’ex conduttore del Grande Fratello ha intrapreso anche un’azione civile nei confronti di Google, chiedendo un risarcimento di 5 milioni di euro per i danni che, secondo i suoi legali, sarebbero stati provocati dalla diffusione su YouTube dei contenuti del format Falsissimo.
La causa è stata avviata davanti al Tribunale di Milano. Nell’atto di citazione, depositato a maggio, gli avvocati Domenico Aiello e Daniela Missaglia sostengono che Google, in qualità di gestore della piattaforma YouTube, non avrebbe adottato misure sufficienti per impedire la diffusione e la ripubblicazione dei contenuti contestati.
Al centro della vicenda ci sono le accuse rivolte da Corona a Signorini, con riferimento a presunti ricatti e comportamenti sessualmente abusivi nei confronti di aspiranti concorrenti del reality. Accuse che il conduttore ha contestato e che hanno avuto, secondo la ricostruzione della difesa, conseguenze rilevanti sulla sua immagine pubblica e sulla sua attività professionale.
Gli avvocati descrivono infatti Signorini come una “figura apicale del sistema mediatico nazionale”, sostenendo che la sua reputazione rappresenti anche un importante asset economico. Nell’atto viene sottolineato come il conduttore abbia costruito negli anni un “patrimonio reputazionale di eccezionale valore economico e professionale”.
Signorini denuncia anche danni psicologici: nel mirino la gestione di YouTube
La richiesta economica comprende anche i presunti danni non patrimoniali. Secondo i legali, Signorini sarebbe stato sottoposto a una campagna pubblica capace di alterare profondamente la sua immagine e le sue abitudini quotidiane.
Nell’atto si parla di “una sofferenza intensa, protratta e concretamente incidente sulle abitudini di vita”, indicando tra le conseguenze la disattivazione dei profili social, la sospensione degli impegni pubblici e il timore di nuove pubblicazioni.
La difesa sostiene inoltre che una consulenza specialistica avrebbe evidenziato un quadro psicologico significativo, descritto come “una sindrome ansioso-depressiva con manifestazioni fobico-sociali, episodi compatibili con attacchi di panico e sintomatologia di area post-traumatica”.
La responsabilità di Google viene contestata soprattutto sul piano della gestione dei contenuti. Secondo i legali, la piattaforma avrebbe “omesso di attivarsi in modo tempestivo, effettivo e proporzionato” per rimuovere i materiali ritenuti lesivi e impedirne la successiva ripubblicazione.
La vicenda giudiziaria viene ricostruita a partire dal dicembre 2025, quando fu pubblicata la prima puntata di “Falsissimo” dedicata a Signorini. Nell’atto vengono richiamate anche le diffide inviate a Google e i provvedimenti del Tribunale di Milano.
Per la difesa, il comportamento della società sarebbe stato una “scelta omissiva, consapevole e protrattasi per mesi”.
La prossima tappa sarà l’udienza fissata davanti al Tribunale di Milano per il 20 dicembre. Google dovrà ora costituirsi in giudizio e presentare le proprie argomentazioni difensive. La battaglia legale, dunque, è appena entrata in una nuova fase.
Fonte: Il Fatto Quotidiano

