Gianni Infantino rischia di arrivare alle prossime elezioni FIFA in una posizione molto diversa da quella che sembrava scontata fino a poche settimane fa. È questo il quadro tracciato da Paolo Ziliani in un lungo intervento pubblicato sui social, nel quale il giornalista mette in discussione la solidità del consenso raccolto dal numero uno del calcio mondiale.
Ziliani mette nel mirino il presidente FIFA a pochi mesi dalle nuove elezioni
Il Congresso FIFA chiamato a eleggere il presidente per il prossimo mandato è in programma il 18 marzo 2027 a Rabat, in Marocco. La scadenza per presentare le candidature è invece fissata al 18 novembre 2026. Secondo Ziliani, però, quello che sembrava destinato a essere un appuntamento quasi formale potrebbe trasformarsi in una vera battaglia politica.
Il giornalista parte proprio dal radicale cambiamento dello scenario: Infantino, fino a poco tempo fa apparentemente senza rivali, sarebbe ora alle prese con una perdita di consenso che potrebbe mettere seriamente a rischio la sua rielezione.
“Quello che fino a due settimane fa sembrava un fatto scontato […] non è più così scontato.”

Europa, Asia e Americhe: il fronte contro Infantino
Nel suo ragionamento, Ziliani richiama soprattutto il peso delle grandi confederazioni continentali. UEFA, AFC e CONCACAF rappresentano complessivamente una parte enorme della famiglia FIFA e, secondo la ricostruzione proposta dal giornalista, il loro atteggiamento nei confronti dell’attuale presidente sarebbe diventato sempre più critico.
La somma delle federazioni appartenenti alle tre confederazioni arriverebbe, secondo Ziliani, a 136 delle 211 federazioni FIFA. Un dato che, se confermato sul piano politico, rappresenterebbe un elemento tutt’altro che secondario in vista del voto.
Il giornalista utilizza quindi una metafora cinematografica per descrivere la situazione, chiedendosi se il presidente riuscirà a recuperare il consenso perduto.
“Riuscirà il nostro eroe a ritrovare il consenso misteriosamente scomparso?”
Il paragone più pesante è però quello con Andrea Agnelli e con la vicenda Superlega. Ziliani ipotizza infatti per Infantino un epilogo politico simile, sostenendo che il numero uno della FIFA potrebbe arrivare a una clamorosa uscita di scena.
Il tono del giornalista resta volutamente sarcastico fino alla conclusione, quando paragona Infantino ai grandi protagonisti della commedia italiana.
“Alberto Sordi, Nino Manfredi e Bernard Blier erano bravissimi, ma lui, Gianni Infantino, al confronto fa ridere molto ma molto di più…”
Il prossimo autunno sarà dunque decisivo per capire se le attuali tensioni si trasformeranno in una vera opposizione alla candidatura di Infantino. La corsa alla presidenza FIFA, da elezione annunciata, potrebbe trasformarsi in uno degli appuntamenti politici più delicati della storia recente del calcio mondiale.

