Infantino sempre più solo: anche i suoi fedelissimi lo scaricano, il futuro alla FIFA è a rischio

La posizione di Gianni Infantino alla guida della FIFA appare sempre più delicata. Dopo il tramonto del discusso progetto di privatizzazione dei Mondiali, ribattezzato da molti “Mondiali SPA”, anche figure molto vicine al presidente hanno preso pubblicamente le distanze dall’iniziativa.

Le ultime prese di posizione rappresentano un segnale importante del clima che si respira all’interno della federazione internazionale, dove il consenso attorno a Infantino sembra essersi progressivamente indebolito.

Infantino, Wenger e Grafström si sfilano:  aumentano le pressioni su Infantino

Tra i primi a dissociarsi c’è Arsène Wenger, responsabile dello sviluppo del calcio della FIFA e da anni considerato uno degli uomini di fiducia del presidente.

L’ex allenatore francese ha spiegato di non essere mai stato informato preventivamente del progetto relativo alla FIFA Forward Enterprise e di averne appreso l’esistenza soltanto attraverso i media. Wenger ha inoltre espresso apprezzamento per il ritiro dell’iniziativa, ribadendo che la FIFA deve mantenere la propria indipendenza per tutelare l’integrità del calcio mondiale. Ancora più significativa è stata la posizione di Mattias Grafström, segretario generale della FIFA e stretto collaboratore di Infantino.

Attraverso una comunicazione interna indirizzata ai dipendenti, successivamente resa pubblica da Sky News, Grafström ha rassicurato lo staff sulla continuità dell’organizzazione, ma allo stesso tempo ha definito il progetto ormai accantonato come inaccettabile, manifestando soddisfazione per il suo definitivo stop.

Nel frattempo, secondo quanto riportato da The Athletic, aumentano anche le pressioni provenienti dagli Stati Uniti. Diverse città che hanno ospitato l’ultimo Mondiale chiedono infatti alla FIFA un rimborso per le ingenti spese sostenute in materia di sicurezza, trasporti, viabilità e servizi pubblici, sostenendo che esistessero accordi informali con la federazione.

Sul piano politico restano inoltre interrogativi sul futuro della leadership della FIFA. Dopo le indiscrezioni relative ai rapporti con Donald Trump, l’attenzione si concentra anche sul presidente francese Emmanuel Macron, indicato dalla stampa francese come uno degli ispiratori dell’opposizione al progetto di privatizzazione. Con il Congresso FIFA del 2027 all’orizzonte e un clima sempre più teso, il futuro di Gianni Infantino appare oggi più incerto che mai.

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