Capuano: “Non c’entra Agnelli, state guardando la cosa sbagliata”

Dopo la sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea sulla giustizia sportiva, il dibattito si è acceso soprattutto intorno alle figure di Andrea Agnelli e Maurizio Arrivabene. A fare chiarezza è stato Giovanni Capuano, che attraverso un post pubblicato su X ha invitato a non fermarsi alla lettura più superficiale della decisione.

Capuano spiega il vero significato della decisione della Corte di Giustizia dell’Unione Europea

Secondo il giornalista, il cuore della sentenza non riguarda infatti le squalifiche inflitte agli ex dirigenti della Juventus, ormai già interamente scontate, ma un principio molto più ampio che interessa l’intero sistema della giustizia sportiva.

“Non riesco a capire cosa non sia chiaro nel cuore della sentenza della Corte Ue sulla giustizia sportiva.”

Capuano sottolinea che la questione non riguarda la posizione personale di Agnelli e Arrivabene.

“In gioco non c’erano le squalifiche di Agnelli e Arrivabene, peraltro ormai scontate interamente, ma una questione di principio.”

Il punto centrale, secondo il giornalista, è che al termine dell’iter davanti agli organi della giustizia sportiva debba essere garantita la possibilità di rivolgersi a un giudice ordinario realmente indipendente dal sistema sportivo.

“Al termine del percorso dell’ordinamento sportivo deve esserci un giudice ordinario, individuato per legge e indipendente dal sistema sportivo stesso che abbia non solo il potere di risarcire eventuali danni (come il Tar oggi), ma anche di sospendere l’effetto delle sanzioni stesse o cancellarle, se necessario.”

Infine, Capuano invita ad abbandonare le contrapposizioni ideologiche che stanno accompagnando il dibattito sulla vicenda.

“Non è difficile, se per una volta riuscite ad andare oltre la logica del ‘Viva Agnelli’ ‘Abbasso Agnelli’.”

Le sue parole puntano a riportare l’attenzione sul valore giuridico della decisione della Corte Ue, che potrebbe avere conseguenze importanti sul rapporto tra giustizia sportiva e giustizia ordinaria, ben oltre il caso che ha coinvolto gli ex dirigenti bianconeri.

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