Graziano Cesari ha analizzato la intricata situazione relativa al caso che vede coinvolto il designatore arbitrale Gianluca Rocchi e l’Inter, per presunti favori per quanto concerne le designazioni arbitrali. Cesari ha espresso la sua opinione a Pressing con le seguenti parole, raccolte da La Fonte Sportiva:
“Spero che non ci sia dietro niente di grosso, ma questa è una situazione di grande imbarazzo. Ci sono delle tensioni e dei veleni che abbiamo sempre sostenuto. Abbiamo sempre parlato di queste situazioni. E un caso difficilissimo questo del nostro campionato e di questo campionato allucinante per i direttori di gara. Sono senza presidente perché squalificato e martedì probabilmente ci sarà un’altra sentenza. Il presidente dell’AIA attualmente non è attivo, e inibito ed è squalificato. Rocchi si è trovato da solo in una situazione di comportamento tecnico per dover designare gli arbitri e nessuno dal punto di vista associativo che avrebbe potuto in qualche modo aiutarlo (…). Speriamo che non sia un’altra Calciopoli”
Cesari ha poi parlato di presunti nemici che Rocchi avrebbe all’interno del mondo arbitrale, rivelandone la ragione principale: i soldi.

Cesari e i nemici di Rocchi: ecco la tesi dell’ex arbitro italiano
Circa le cattive amicizie di Rocchi all’interno del mondo arbitrale, Cesari ha dichiarato:
“C’è qualcuno nel mondo arbitrale che non vuole bene a Rocchi? Sì, è vero e Rocchi ha molti nemici, sapete perché? Per via dei soldi. Questo avviene perché gli arbitri sono dei semi professionisti o dei dilettanti ma sono super pagati. Io vi invito a leggere Calcio e Finanza dell’11 febbraio, articolo che riguarda quanto guadagnano gli arbitri. Non è mai stato smentito. Sono 150.000€ e chi comunque prende quella cifra, è da lavoro normale. Non è un super manager (…). Il professionismo arbitrale io lo intendo come quello dei calciatori: ti do un ingaggio e non ti pago partita per partita. Io non ti do il gettone perché il gettone significa presenze. Se sei un arbitro che arbitra in C e B, prendi un certo tipo di cifra. Sei un arbitro che ha fatto 100 partite in Serie A, prendi un altro ingaggio”

