Franco Ordine ha parlato di un possibile ingaggio di Pep Guardiola da parte delle FIGC come nuovo tecnico della Nazionale italiana. Una suggestione che sta prendendo sempre più piede dopo le ultime dichiarazioni di Leonardo Bonucci in merito all’eventuale arrivo del catalano in azzurro. Il giornalista Franco Ordine ha espresso la sua opinione in merito, intervenuto alla trasmissione di Radio 24, Tutti Convocati.

Ordine e le sue parole sull’eventuale arrivo di Pep Guardiola in Nazionale: ecco cosa ha detto il giornalista
La Fonte Sportiva ha raccolto le parole di Ordine, rilasciate quest’oggi in merito a questa clamorosa suggestione:
“Guardiola CT della Nazionale? Dico due cose: la prima segnerebbe una frattura clamorosa, ovvero l’avvento di un papa straniero a Coverciano. Una frattura clamorosa, storica oserei dire rispetto alla tradizione del calcio italiano. Secondo vorrebbe dire che nonostante i 20 milioni in meno per la mancata partecipazione al Mondiale più una decina di non confermata sponsorizzazione della prossima stagione, evidentemente il futuro presidente della Federazione che non sappiamo ancora se sarà Malagò come si pensa da qualche parte, oppure Abete, deve aver giocato la schedina del Superenalotto con una vittoria straordinaria, così da pagare anche Guardiola”
Ordine ha poi detto la sua sul lato strettamente tecnico/tattico a riguardo dell’attuale allenatore del Manchester City:
“Guardiola sarebbe l’uomo giusto per la Nazionale? Io penso questo e lo dico chiaramente, perché non sono il tipo da 0-0 o da 1-1. Secondo me in questa circostanza, c’è bisogno di un CT che sia soprattutto un selezionatore e non un allenatore. Guardiola ha realizzato i suoi strepitosi, prestigiosi e storici successi allenando giorno dopo giorno la stessa squadra. Dunque secondo me questo è il quadro, poi se si pensa in maniera rivoluzionaria come quando ci fu l’avvento di Arrigo Sacchi, che sia questo il modo migliore per dare vita a quella che dovrebbe essere la più grande riforma del calcio italiano che è adesso tra le sabbie mobili di crisi economica, di pensiero e anche di mancate riforme, allora vedremo e l’accompagneremo. Io personalmente sono molto scettico”

