La mancata qualificazione della Nazionale di Gennaro Gattuso ai Mondiali 2026 continua a fare discutere e in molti si interrogano su come migliorare il futuro del calcio italiano. I settori giovanili sono finiti sotto accusa e tanti ex calciatori hanno lanciato l’allarme riguardante la gestione dei vivai in Italia. Durante l’ultima puntata del podcast Cose Scomode, Gianpaolo Pazzini e Luca Toni hanno espresso un giudizio critico nei confronti dei settori giovanili in Italia, analizzando la situazione nel dettaglio.

Pazzini e Toni contro i settori giovanili dopo il flop della Nazionale: ecco cosa hanno detto
La Fonte Sportiva ha raccolto i pensieri di Toni e Pazzini sulla situazione attuale dei settori giovanili in Italia:
“Il problema non è il risultato di togliere o non togliere, ma è degli istruttori che sono da rinchiudere. Sono gli istruttori che sono da rinchiudere perché a 10 anni anni li fai uscire da dietro senza farli calciare, non fare questo ecc. ragazzi ma è follia. Si credono tutti allenatori di Serie A, poi vanno al bar dagli amici per dire ‘sai la mia squadra gioca così…’.
Pazzini ha poi ampliato il suo concetto: “Un settore giovanile molto importante di una squadra italiana molto importante, da il 5% al settore giovanile sul 100% ed è uno dei settori giovanili più importanti d’Italia: l’Atalanta. Il 5% è poco, eppure è uno dei migliori. Giustamente agli istruttori danno un dopo lavoro e non si dedicano totalmente…questo è un discorso generale e non dell’Atalanta. Non si dedicano alla crescita del giocatore, poi vedono che quello della categoria sopra guadagna qualcosa in più e pensano ‘devo vincere il campionato per arrivare lì’.”
Toni ha poi aggiunto: “Allenatori delle giovanili in Italia? Il problema è che li pagano talmente poco…è un dopo lavoro. Loro già per dire ‘sono nel Milan’, ‘sono nel Modena’, ‘sono nella Reggiana’ ecc. poi magari hanno degli stipendi che sono dei rimborsi spese. Non si applicano…devi andare a lavorare lì, dove c’è l’istruttore”

