Entro la prima metà di aprile, la Procura di Torino potrebbe avanzare una richiesta di rinvio a giudizio per John Elkann nell’ambito dell’inchiesta sull’eredità Agnelli e sulla presunta residenza fittizia in Svizzera della nonna Marella Caracciolo, vedova dell’avvocato Gianni Agnelli. La notizia è riportata dall’edizione odierna de Il Fatto Quotidiano.
Elkann rischia il rinvio a giudizio sull’eredità Agnelli
Oltre a Elkann, una possibile richiesta di rinvio a giudizio potrebbe riguardare Gianluca Ferrero, commercialista di fiducia della famiglia Elkann e attuale presidente della Juventus, e il notaio Remo Maria Morone. Nei giorni scorsi, infatti, è stato notificato agli indagati l’avviso di chiusura indagini.
I reati inizialmente contestati a Elkann e Ferrero erano indicati nel decreto di sequestro da 73,8 milioni di euro del 20 settembre 2024, e includevano truffa ai danni dello Stato ed evasione fiscale per dichiarazioni dei redditi ritenute fraudolente.
Per quanto riguarda il notaio Morone, i pm Marco Gianoglio, Marco Bendoni e Giulia Marchetti gli contestano il reato di falso ideologico in atto pubblico, relativo all’iscrizione alla Camera di Commercio di Torino dei nuovi assetti della società semplice Dicembre, la cassaforte della famiglia Elkann che controlla l’impero Exor. Lo stesso reato riguarda anche Ferrero.
Nei mesi scorsi, la Procura aveva chiesto e ottenuto l’archiviazione delle posizioni di Lapo e Ginevra Elkann e del notaio svizzero Urs von Grunigen. All’inizio dell’estate 2025, John Elkann aveva poi versato 185 milioni di euro all’Agenzia delle Entrate per sanare le presunte irregolarità fiscali legate all’eredità della nonna Marella e le relative sanzioni.
Questa mossa avrebbe aperto la strada a una possibile messa alla prova per Elkann, con estinzione del reato, e a un eventuale patteggiamento a favore di Ferrero, per truffa e falso sulla società Dicembre. Tuttavia, il gip aveva successivamente respinto l’archiviazione per Elkann e Ferrero, disponendo l’imputazione coatta riguardo alle evasioni fiscali.
Se la Procura avanzasse il rinvio a giudizio, si tratterebbe di un ulteriore sviluppo in un’inchiesta già segnata da colpi di scena e versamenti milionari per sanare le pendenze fiscali. La vicenda mantiene alta l’attenzione sul futuro della gestione della famiglia Elkann e sulla governance di Exor, uno dei pilastri dell’economia italiana.
L’evoluzione del caso sarà decisiva anche per la credibilità delle operazioni finanziarie legate alla successione Agnelli, con possibili ripercussioni sulla Juventus e sulle società controllate dall’impero Elkann. La Procura di Torino continua a monitorare attentamente la situazione, e la decisione sul rinvio a giudizio potrebbe arrivare già entro la metà di aprile, segnando un capitolo importante di una vicenda giudiziaria di grande risonanza mediatica.

