Bonolis: “Chivu evita i danni. Ho un ricordo bizzarro sull’Inter. Le finali di Champions perse….”

Paolo Bonolis tifoso dell’Inter e celebre conduttore televisivo tra Tú sí que vales e la 15ª edizione di Avanti un altro!, mesi fa rilascio una lunga intervita a La Gazzetta dello Sport.

Inter, senti Bonolis sulla Champions e su Chivu

“Lo conosco e so che è una persona responsabile e soprattutto molto allegra. Chiaramente avverte il peso del dover fare grandi prestazioni. Al contempo ha una serietà tale che lo porta a ragionare in un modo molto utile per un allenatore: cerca di evitare di fare danni, quindi cammina cauto, mantiene una struttura precedente alla sua gestione, cercando pian piano di aggiungere quei sapori propri della sua visione del calcio. Come una pressione maggiore e un baricentro più alto”.

Bonolis ha raccontato anche i momenti più intensi legati al calcio e ai suoi tifosi e alla Champions League…:

“Noi abbiamo giocato due finali, credo sia molto più doloroso non esserci arrivati mai. Poi è vero che una l’abbiamo persa per un pelo e che l’altra è stato un tonfo micidiale, però siamo arrivati lì, godendo di trionfi importanti. Il calcio per il tifoso fondamentalmente è gioia, poi è vero che l’umanità in genere tende a ricordare solo ciò che è andato male, ma è un errore. Quella delusione non può compromettere tutte le gioie che l’hanno preceduta”.

Tra le gioie più grandi, Bonolis cita una rimonta memorabile:

“Una gioia immensa è stata la vittoria per 4-3 sulla Samp dopo essere stati sotto 3-0, poi chiaramente il Triplete… Io ho un ricordo bizzarro perché il giorno della finale di Madrid ero negli Stati Uniti per la laurea di mia figlia, l’ho vista in un bar del Vermont circondato da tedeschi. E la gara dello scorso anno col Barça? Il gol di Acerbi mi ha mandato ai pazzi, ho gridato come se mi stessero macellando”.

Sul futuro della Nazionale e Gennaro Gattuso, Bonolis si mostra fiducioso:

“Per il tifoso crederci è fondamentale, sennò ti privi della gioia della speranza, quindi certo che ci credo. Gattuso mi sembra possa fare il suo lavoro, così come lo stava facendo Luciano Spalletti… Va avanti con quello che ha a disposizione, c’è poco da inventarsi. Certo, la situazione è ben complicata, probabilmente ci porterà ad un playoff. Mancare al terzo Mondiale consecutivo sarebbe un dolore enorme, non tanto per me, quanto per i ragazzi che non ne hanno mai visto uno o non lo ricordano. Come mio figlio”.

Riguardo al figlio Davide, calciatore in Serie C, Bonolis racconta:

“Contento, quando posso vado a vederlo ma non sono il tipo di genitore che si agita in tribuna. Provo a dargli qualche consiglio, ma i ragazzi hanno una loro meravigliosa testardaggine. Se è dell’Inter pure lui? Per forza, se voleva mangiare…”.

Infine, Bonolis scherza sulla sua vita sportiva:

Gioco molto meno a calcio, ho una gamba che è un monumento ai caduti… Mi sono convertito al padel per un problema al gomito, ma seguo il tennis, Sinner e non solo. Io guardo praticamente tutto quello che è sport e credo che il più grande spettacolo che ci sia – tolti ovviamente Avanti un altro! e Tú sí que vales – sia l’Olimpiade: una meraviglia, in cui l’Italia mette in mostra una gioventù bella, sana e multietnica”.

 

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