La Roma di Gasperini, vista dopo Juventus-Roma, mostra segnali chiari della nuova identità voluta dall’allenatore. Intensità, pressione alta e ricerca costante dell’uomo contro uomo sono già evidenti, anche se il lavoro è solo all’inizio. Contro una Juventus organizzata, i giallorossi hanno alternato buone fasi di aggressività a momenti di sofferenza, pagando qualche disattenzione difensiva. La squadra appare però più coraggiosa, meno attendista e con maggiore verticalità. Servirà tempo per assimilare completamente i meccanismi di Gasperini, ma l’atteggiamento visto è incoraggiante e lascia intravedere una Roma più moderna, intensa e ambiziosa.
Damascelli avverte Gasperini
Ecco le parole di Tony Damascelli su Il Giornale:
In verità la vera fibrillazione riguarda la Roma, non tanto perché affronterà il Genoa ma perché sei sconfitte sono un dato che avrebbe provocato fermenti e critiche ad altri sodali predecessori di Gasperini che gode ancora della fiducia di un ambiente affamato. Però le scelte testarde e prevenute dell’allenatore «Tra Dybala e Ferguson: Dybala tutta la vita. Ferguson non mi convince non si è calato nella realtà e con lui altri nuovi arrivi», sono parole forti e primi segnali di fumo grigio del tecnico di Grugliasco.

Ma non possono giustificare il fatto che la Roma non ha vinto nemmeno uno degli scontri diretti e, al di là del caso-Ferguson, la squadra non va in gol e non tira in porta, se non al termine di episodi di football. Se poi Gasperini ritiene che Paulo Dybala sia ancora un valore imprescindibile allora meglio non insistere, il popolo giallorosso ha la pazienza con data di scadenza, già abituato a promesse non mantenute. La zona champions è dunque una porta girevole, si entra e si esce nel breve giro di un weekend

