Cassano e Batistuta, rapporto al veleno: “Corri vecchio, non ce la faceva”, la risposta esemplare del Re Leone

Gabriel Omar Batistuta è certamente ricordato a Firenze come uno dei migliori – se non il migliore – attaccante della Fiorentina di tutti i tempi. Dopo una stagione spettacolare con i viola nel 1999/2000, il Re Leone decise di lasciare il Franchi per sposare il progetto Roma di Sensi. L’argentino riuscì a conquistare lo Scudetto al primo anno in giallorosso nel 2000-2001, ma il feeling che nacque con la tifoseria della Roma non fu assolutamente come quello dei supporters viola dove viene ricordato come una vera e propria leggenda.

Durante la sua permanenza in giallorosso, l’argentino non ebbe un buon rapporto con Antonio Cassano, all’epoca giovanissimo attaccante approdato alla Roma nel 2001-2002. All’interno dell’autobiografia realizzata con Pierluigi Pardo e intitolato “Dico Tutto”, Cassano riservo le seguenti parole nei confronti di Batistuta:

“In quella squadra c’erano un paio di giocatori che detestavo. Uno è alto, piuttosto bello, attaccante, argentino, con i capelli lunghi. Vabbè, avete capito che Batistuta proprio non mi piaceva perché aveva la puzza sotto il naso. Era argentino sì, ma dei Parioli.

Non me ne fregava niente di lui. Aveva una marea di difetti. Tirchio, invidioso, criticone. Con lui non mi sono preso dal giorno zero. Ti diceva le cose alle spalle, e davanti ti sorrideva. Io dei tipi come lui me ne sbatto. Io ho sempre salutato tutti alla stessa maniera, a Bari Vecchia come a Trigoria, dal presidente ai camerieri. I tipi snob non li reggo. Così gli faccio capire da subito che non mi interessa avere un rapporto con lui, e lui ricambia la freddezza.

Un giorno a Trigoria sono in fila al bar, arriva e mi passa davanti. Tutti e due dovevamo prendere il latte macchiato. Io allora mi metto un dito nel naso e glielo giro nel latte, come se il dito fosse un cucchiaino. “Che fai?” mi dice. “O lo bevi tu o lo bevo io”, rispondo. Lui fa il fenomeno: “Adesso te lo bevi tu”. E io: “Certo!”. Sono nettamente più furbo di lui. E l’ho bevuto, tutto d’un fiato. Mica l’avevo messo nel naso, avevo fatto solo finta. E comunque era tutta roba mia. Buonissimo. Ricetta speciale, ingrediente segreto. Lui non l’ha presa bene. Del resto l’ironia non è una qualità che abbiamo in molti. Ma io mi vendicavo in allenamento. Quando prendevo palla gli dicevo: “Corri, vecchio, vieni a prenderla, vienimi dietro”. Non ce la faceva più”.

Antonio Cassano
Antonio Cassano

La risposta di Batistuta a Cassano: le parole al veleno dell’ex Fiorentina e Roma

Batistuta subito dopo questo aneddoto rivelato da Cassano, rispose così al barese durante un’intervista rilasciata a La Nazione, rivelando un episodio interessante:

“Essere considerato antipatico da Cassano mi sembra un bel complimento. Le racconto una cosa: appena arrivato a Roma l’ho visto spaesato e non riusciva a ambientarsi. Parlai con mia moglie, l’abbiamo portato a casa nostra e adesso sentire che parla così mi dispiace proprio. Mi fa tenerezza. Non ha approfittato della possibilità che gli ha dato il calcio per crescere come persona”

 

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