Massimiliano Allegri torna sotto i riflettori della giustizia sportiva, ma questa volta non per scelte tecniche o risultati di campo. Il Giudice Sportivo ha infatti inflitto al tecnico rossonero una multa da 10.000 euro per gli insulti rivolti a Gabriele “Lele” Oriali durante la semifinale di Supercoppa Italiana disputata a Riad tra Napoli e Milan.
Secondo quanto emerso dai rapporti della Procura Federale, l’allenatore avrebbe tenuto un comportamento provocatorio e offensivo nei confronti del dirigente azzurro, utilizzando espressioni ritenute inaccettabili. Un atteggiamento che il Napoli aveva già duramente condannato, parlando di toni “fuori controllo”.
Nessun ricorso e niente squalifica: la scelta di Allegri
Nonostante le polemiche, Allegri ha deciso di non presentare ricorso contro la sanzione. Il tecnico livornese pagherà l’ammenda senza ulteriori contestazioni, accettando il verdetto del giudice Mastrandrea, che ha optato per una multa evitando la squalifica in campionato.
Una scelta che chiude rapidamente il fronte disciplinare e consente all’allenatore di concentrarsi nuovamente sugli impegni sportivi della squadra.
Secondo diversi osservatori, l’episodio potrebbe rientrare anche in una precisa strategia comunicativa. Esporsi in prima persona e attirare su di sé critiche e attenzione mediatica avrebbe permesso ad Allegri di alleggerire la pressione sulla squadra, uscita da Riad sconfitta e delusa.
In questo modo, il focus si è spostato dalle difficoltà tecniche emerse in campo alla polemica disciplinare, trasformando l’allenatore in una sorta di scudo mediatico per il gruppo.

