Il caso degli insulti di Massimiliano Allegri a Gabriele Oriali durante la semifinale di Supercoppa Italiana Napoli–Milan ha acceso il dibattito sul rispetto e sull’etica nel calcio. Il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, ha commentato l’episodio sottolineando la necessità di un cambio culturale.
Gravina contro Allegri
«Basta con queste modalità di aggressioni continue, vale per tutti: giocatori come Folorunsho, presidenti, dirigenti e tifosi. Parliamo di fair play ed etica, facciamo campagne, ce le stampiamo sul petto, e poi in campo ci sputiamo addosso».

Gravina ha evidenziato l’importanza di trasformare le parole in comportamenti concreti, ricordando come episodi simili minino l’immagine del calcio italiano.
Il presidente federale ha inoltre commentato la decisione della Lega Serie A di giocare la partita Milan–Como a Perth, in Australia, a febbraio:
«La Federazione ha dato la sua disponibilità ad assecondare la scelta, che rientra nell’autonomia della Lega Serie A. Qualche riflessione sarà fatta sull’arbitraggio asiatico e sull’equa competizione».
Gravina ha precisato che, pur non essendo ancora arrivata una comunicazione ufficiale, la selezione della squadra arbitrale asiatica non presenta illegittimità, e che occorre trovare un equilibrio con le federazioni asiatica, australiana e italiana per garantire la correttezza del torneo.
Deferimento di Zappi e tutela degli arbitri italiani
Infine, il presidente FIGC ha commentato il deferimento di Antonio Zappi, presidente dell’AIA, per sospette pressioni:
«Non sono preoccupato, lascio che la giustizia faccia il suo corso. I nostri arbitri, eccellenza mondiale, non hanno comunque risentito di quanto accaduto».
Un messaggio chiaro sul rispetto delle regole e sull’autonomia della classe arbitrale italiana.

