Damascelli: “Tormentati, agitati, pensierosi. Conte ha un handicap che lo limita e ADL…”

Tony Damascelli dalle pagine de Il Giornale fa il punto sulla quindicesima giornata di Serie A

“La classifica è una porta girevole ma di un albergo a tre stelle, giornata imprevedibile: perde il Napoli, pareggia il Milan, all’inferno dantesco la Fiorentina, comici errori degli arbitri, il loro football impunito prosegue, il manifesto rigore non fischiato alla Cremonese a Torino, i due espulsi della Lazio, il gol cancellato a Pulisic, confermano il protagonismo e la mediocrità arbitrale.

Stupisce in parte la settima sconfitta (Champions compresa) dei campioni d’Italia, il triplo impegno settimanale intossica il gruppo, gli infortuni
non sono una esclusiva di Conte ma rappresentano l’alibi puntuale del salentino, l’Udinese ha dominato, un paio di gol annullati dal clan di Lissone
avrebbero umiliato il Napoli.

Viva attesa a Riad per l’arrivo delle truppe di Napoli, Milan, Inter e Bologna, la supercoppa ingolfa il campionato ma eccita gli elemosinieri in cerca di denari”.

Napoli, Damascelli su Conte e De Laurentiis

Tony Damascelli poi si concentra sul Napoli di Conte:

“Conte e Spalletti. Basta osservarli mentre si muovono a bordocampo. Tormentati, agitati, pensierosi. Eppure hanno vinto. Ma non basta. Il passato è glorioso ma loro vivono il presente improbabile e il futuro incerto. Antonio Conte e Luciano Spalletti sono stati uomini contro nell’ultima giornata di campionato, come scambiandosi le squadre, vivendo una sera particolare. Oltre il risultato c’è altro, molto.

Conte viaggia forte in Italia, dovunque abbia saputo imporre le sue idee. Ma gli manca l’Europa, la vittoria nel grande torneo e anche in quelli minori, ha guidato grandi squadre ma è uscito in anticipo, un handicap che lo limita, che lo infastidisce e molesta il suo orgoglio smisurato. Le sconfitte, anche mortificanti, in questa Champions stridono con i successi in serie A. Aurelio De Laurentiis lo ha assunto per crescere nell’immagine internazionale, il presidente sa bene che se il cinema significa Hollywood, il calcio significa Champions League”.

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