In seguito alla proposta di Tether Investments per l’acquisizione del 100% della Juventus Football Club, John Elkann, presidente della holding Exor, ha deciso di intervenire in prima persona con un videomessaggio molto chiaro per i tifosi e per il mondo del calcio. Nel video diffuso sui canali ufficiali del club, Elkann indossando una felpa vintage della Juventus e davanti a una gigantografia del luogo dove fu fondata la squadra — ha ribadito che «La Juventus, la nostra storia e i nostri valori non sono in vendita». Il messaggio arriva dopo che il Consiglio di Amministrazione di Exor ha respinto all’unanimità l’offerta da parte della società di criptovalute per acquisire tutte le azioni del club bianconero
“La Juve fa parte della mia famiglia da 102 anni – ha detto Elkann -. Fa parte nel vero senso della parola, perché nel corso di un secolo, quattro generazioni l’hanno ingrandita, resa forte, accudita nei momenti difficili, festeggiata nei momenti felici. Ma non solo: la Juve fa parte di una famiglia molto più grande, la famiglia bianconera, fatta di milioni di tifosi, che amano la Juve come si amano le persone care. Proprio pensando a questa passione, a questa storia d’amore che ci unisce da oltre un secolo, come famiglia continuiamo a sostenere la squadra e guardare al futuro, per costruire una Juve vincente. La Juventus, la nostra storia, i nostri valori non sono in vendita“.
Dopo questo videomessaggio, Fabio Ravezzani ha cosi commentato in modo chiaro e schietto.
Juventus, la stoccata di Ravezzani ad Elkann
Ecco cosa scrive su X il giornalista Fabio Ravezzani sul messaggio di Elkann:
“La domanda diventa: perché Elkann ha sentito il bisogno di una comunicazione tanto roboante sulla Juve? Il motto della casa (come quella reale britannica) è sempre stato: never explain, never complain. Forse John sente il peso del momento così negativo di Juve e Ferrari.
Molto interessante. La felpa, il tono, la mozione dei valori. Valori fondati sulle vittorie. Senza di esse, perdono significato. Elkann ha sbagliato tutto finora: nella prima gestione e in quella attuale. Il suo appello servirà a poco senza nuovi indispensabili successi.

