Aurelio De Laurentiis è stato uno dei grandi protagonisti della cerimonia della La Gazzetta dello Sport Awards, dove è stato premiato per lo Scudetto conquistato dal Napoli nella scorsa stagione. Come spesso accade, il presidente azzurro non si è limitato ai ringraziamenti di rito, ma ha toccato numerosi temi di attualità, spaziando dal campo alle strategie future del club e ha parlato anche degli scudetti di Spalletti e Conte.
Tra gli argomenti più sentiti, ancora una volta, c’è la questione stadio Diego Armando Maradona. De Laurentiis ha ribadito la propria insoddisfazione per l’attuale impianto, sottolineando il divario economico con le grandi realtà europee:
“Nelle grandi notti di Champions a San Siro si possono incassare fino a 14 milioni di euro, mentre io arrivo a malapena a 1,1. Questo stadio per noi è solo un costo”
. Il numero uno del Napoli ha poi aggiunto di voler accelerare sia sul nuovo stadio sia sul centro sportivo, con l’obiettivo di aumentare sensibilmente i ricavi nel giro dei prossimi quattro anni.
Tra le idee più suggestive emerse nel corso della serata, anche quella del tutto nuova di provare a portare la Formula 1 a Napoli. Un sogno ambizioso, che De Laurentiis immagina come un circuito cittadino capace di arrivare fino a Pompei e Sorrento, con un tracciato modificabile di volta in volta.
De Laurentiis e il rapporto speciale con Conte
Non sono mancate le riflessioni sui due Scudetti vinti nelle ultime tre stagioni. De Laurentiis ha fatto un confronto diretto tra il titolo conquistato con Luciano Spalletti e quello più recente:
“Il primo è arrivato in modo quasi naturale, per come avevamo dominato il campionato. Il secondo invece è stato il vero Scudetto, quello sofferto fino all’ultima giornata“.
Un successo vissuto come un thriller, culminato nella vittoria decisiva contro il Cagliari, che il presidente ha paragonato a un film campione d’incassi, anticipando anche un futuro progetto cinematografico per il centenario del Napoli nel 2026.
Spazio infine al rapporto con Antonio Conte, descritto come solido e sincero:

“Siamo amici, ci sentiamo spesso. L’ho conosciuto tanti anni fa e mi colpì la sua fame di vittorie, nonostante avesse già vinto tanto”.
Un legame umano e professionale che continua a essere uno dei pilastri del progetto azzurro.

