Dopo l’eliminazione in Coppa Italia e in attesa del prossimo impegno contro il Torino, il Milan si trova a dover affrontare uno dei dilemmi più delicati in ottica 2026: il futuro del portiere titolare, Mike Maignan. La situazione del rinnovo contrattuale del francese è al momento in standby, creando incertezza sia in società che nello spogliatoio. Come evidenzia Tuttosport, la mancata firma del portiere alimenta dubbi sul proseguimento del rapporto con il club e spinge la dirigenza a valutare alternative concrete.
Il direttore sportivo Igli Tare ha cercato di calmare le acque, dichiarando: «A inizio stagione abbiamo stretto un patto, andiamo avanti insieme senza metterci pressione a vicenda». Una frase pensata per rimandare qualsiasi discussione sul futuro, ma che non può ignorare l’urgenza di una decisione. Con il tempo che passa e la stagione in corso, la fiducia in un rinnovo sereno diminuisce, costringendo il Milan a muoversi con prudenza.

Milan, ecco il profilo nel mirino
In caso di addio di Maignan, sul tavolo dei rossoneri sono già stati messi diversi nomi: Elia Caprile, Zion Suzuki e Noah Atubolu del Friburgo. Tuttavia, un nome continua a circolare con forza: Andriy Lunin del Real Madrid. Nonostante il contratto fino al 2030 e pochi minuti giocati in questa stagione, l’ucraino potrebbe rappresentare un’opzione concreta per sostituire Maignan, con il prezzo stimato intorno ai 25 milioni di euro.
A favorire l’eventuale trattativa ci sono i buoni rapporti tra Jorge Mendes, agente di Lunin (e anche di Pervis Estupiñán), e la società rossonera. Inoltre, il forte legame tra Lunin e Luka Modric potrebbe rappresentare un valore aggiunto indiretto, facilitando l’inserimento del portiere nel nuovo contesto.
Il Milan osserva con attenzione anche le altre alternative sul mercato, ma il futuro di Maignan resta la chiave: ogni mossa della dirigenza dipenderà dall’evoluzione della situazione contrattuale del portiere francese. Nei prossimi giorni, le decisioni su questo fronte saranno decisive per pianificare la stagione 2026 e garantire stabilità al reparto difensivo.

