Tony Damascelli ha espresso un giudizio durissimo nei confronti dei tifosi della Fiorentina, colpevoli aver insultato pesantemente Dusan Vlahovic. Il noto giornalista sportiva ha commentato così la vicenda relativa ai cori razzisti piovuti addosso all’attaccante serbo, sabato scorso allo Stadio Franchi:
“Com’è la storia del nostro meraviglioso pubblico? Giornata di impegno e lotta alla violenza contro le donne, leggero segno di rossetto sulla guancia di calciatori, allenatori e arbitri, lettura frettolosa di messaggio prima del fischio d’inizio. E poi? E poi vai con insulti, minacce e berci razzisti rivolti al calciatore, colpevole di essere di pelle nera oppure di avere origini slave che, per la ciurma di ignoranti e delinquenti, si traduce in zingaro, nomade, vagabondo, ladro e traditore”
“Nella dantesca Firenze è capitato a Dusan Vlahovic correre ricoperto di parole sudicie e la partita, tuttavia soltanto su segnalazione del capitano della Juventus al sordastro e distratto arbitro, è stata interrotta due volte, alla terza sarebbe scattata la sospensione definitiva e la sconfitta a tavolino per la Fiorentina, meglio salvaguardare la classifica, della dignità chissenefrega. Era già accaduto negli anni a Mihajlovic, Stankovic, Kolarov e ad altri nati nell’ex Jugoslavia, seguirono indignazioni passeggere, nessuna protesta ufficiale (l’atto di inginocchiarsi a centrocampo), due righe di cronaca, si passi ad altro”

Damascelli cita Dante Alighieri per attaccare i tifose della Fiorentina
Il giornalista conclude con una citazione:
“Sul tema di Firenze si era già espresso l’Alighieri: «Godi, Fiorenza, poi che se’ sì grande che per mare e per terra batti l’ali, e per lo ‘nferno tuo nome si spande!». Canto XXVI, quarta bolgia del girone infernale. Qui siamo ancora al girone di andata”

