Derby Inter-Milan, Collovati: “Abbiamo sempre avuto una formazione da scudetto. Il mio no alla Juventus…”

Domenica 23 novembre alle ore 20:45 le luci di San Siro si riaccendono per il derby Inter-Milan.

Fulvio Collovati, ospite a Centrocampo qualche tempo fa, ha raccontato uno dei momenti più significativi della sua carriera: il trasferimento dal Milan all’Inter nel 1982. L’ex difensore ha ripercorso le tappe che lo portarono a lasciare i rossoneri proprio nell’anno della retrocessione. Collovati ricorda così quei giorni:

“Io parlai con Pontello e mi accordai per tre anni con la Fiorentina, ma non firmai perché partii per il pre-ritiro del Mondiale ’82 ad Alassio. Ci andai da retrocesso, insultato dai tifosi del Milan insieme a Baresi. Bearzot mi disse che dovevo lasciare il Milan perché rischiavo di perdere il posto in nazionale. Pontello si mise d’accordo con Farina e con me, per cui partii per Alassio sapendo che a fine viaggio sarei tornato per firmare, prima di andare in Spagna”.

Collovati, la chiamata decisiva di Mazzola e il no alla Juventus

Il trasferimento alla Fiorentina sembrava cosa fatta, ma la storia prese una svolta inaspettata. Collovati spiega anche perché scartò la Juventus e come arrivò la chiamata che cambiò tutto.

La Juve fu scartata perché offriva meno a Farina. Nella famosa cabina telefonica ricevo una chiamata di Sandro Mazzola. Mi disse: ‘Te la senti di venire all’Inter’. Io dissi che ero già d’accordo con Pontello, ma lui mi disse di non preoccuparmi che dovevo solo dirgli se me la sentivo. Mi rispose di non preoccuparmi, che avrebbe parlato lui con Pontello e col Milan. Gli chiesi 24 ore, parlai con mia moglie. In totale rinunciai a 100 milioni di lire che la Fiorentina mi offriva in più, ma guardai il prestigio e il fatto che la mia famiglia stava bene. Non voglio sminuire la Fiorentina, ma non ho guardato l’aspetto economico. Ha inciso anche l’episodio dei sassi in testa a Como. Io ero capitano, forse ero il simbolo, ma lì siamo retrocessi tutti, non solo io”.

Il primo derby Inter-Milan, gli insulti e la reazione in campo

Il passaggio all’Inter non fu accolto positivamente dai tifosi del Milan, come ricorda lo stesso Collovati parlando del suo primo derby in nerazzurro.

“Il primo derby lo giocai nella stagione successiva, perché il Milan era retrocesso. Ma il tifoso non dimentica, trovai striscioni con insulti a me e mia moglie. Il primo derby lo abbiamo vinto e segnai io. Fu tipo quello di Paolo Rossi contro la Germania, andammo io e Serena e qualche giornale lo diede a lui, ma la maggior parte lo diede a me”.

Collovati racconta anche la realtà dei rapporti con i tifosi negli anni ’80, molto diversa da quella attuale.

foto pixabay

“Paura di aggressioni? No, però non c’erano i social. Insulti e minacce li ricevevi via lettera. Ho ricevuto minacce”.

Nonostante le pressioni, l’Inter di quegli anni era una squadra di grande livello, ma spesso non riuscì a conquistare lo scudetto.

All’Inter abbiamo sempre avuto una formazione che reputo da scudetto, con Rummenigge, Altobelli, Serena, Bagni, Ferri, Oriali, Beppe Baresi, ma siamo sempre arrivati secondi o terzi. Abbiamo fatto poi due semifinali col Real Madrid, quella del 4-1 ce la rubarono. A Madrid in quel periodo era intimidazione allo stato puro. Ti lanciavano le biglie di ferro, l’ho raccolta io quella lanciata a Bergomi. Allora c’era il potere della società. Soggezione per gli arbitri? Assolutamente sì. Ora si è equilibrato tutto in meglio”.

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