Flavio Briatore torna a parlare senza filtri sulla gestione della Juventus, fino al suo modo diretto di vivere il successo. In questa intervista esclusiva, l’imprenditore italiano ripercorre le sue scelte, le sue convinzioni e le nuove sfide che lo attendono, con il tono schietto che lo contraddistingue. Flavio Briatore si racconta cosi, con un insolito pudore ai colleghi de Il Corriere dello Sport:
“Sono innamorato del mio lavoro, per questo continuo a ottenere risultati».
“Non c’è nulla di sbagliato – dice –. Sono un imprenditore a tutto tondo, in settori diversi: sport, ristorazione, hospitality”
Alla domanda se abbia mai davvero incontrato la sconfitta, Briatore risponde netto:
“Se c’è stata, non me ne sono accorto. Non ho mai avuto tempo per farne un dramma. Quando migliaia di persone lavorano con te, la responsabilità ti impone di guardare sempre avanti”.
Non crede quindi che le sconfitte facciano crescere più delle vittorie: “Non quando in gioco ci sono tanti collaboratori. Anche negli sport individuali nessuno è davvero solo”
Briatore sulla Juventus e Elkann
Flavio Briatore tifoso della Juventus ha anche parlato dei bianconeri e della gestione attuale:
“John Elkann si nasce, Briatore si diventa. Percorsi diversi: non so quale sia più semplice. Credo che la ami davvero. È un tipo riservato, forse timido. Ferrari e Juve sono parte della sua storia familiare. Probabilmente ha una maggiore inclinazione per la Ferrari: questione di passione e formazione”.

“La Juve è alla terza rivoluzione in tre anni: non va bene. Serve continuità. Se prendi persone sbagliate, vuol dire che a monte manca uno studio serio. Si critica Andrea Agnelli, ma con lui si sono ottenuti risultati eccezionali. Ai tempi di Moggi e Giraudo eravamo fortissimi. Oggi comandano Inter e Napoli“.
Tennis, Briatore su Sinner
Sulla polemica con i napoletani dopo la frase su Sinner:
«Parliamo di cose serie, non di battute».
Su Jannik Sinner: «È nato a cinque chilometri dal confine: poteva essere austriaco. Dovremmo ringraziare il destino. Rappresenta l’Italia nel mondo, e ci preoccupiamo della sua residenza o della Davis? È concentratissimo: non va a Sanremo…».

