La Nazionale italiana è dopo il Brasile la selezione che ha vinto più Mondiali nella storia del calcio. Insieme alla Germania, l’Italia ha collezionato ben 4 titoli mondiali elevando il calcio nostrano a uno dei migliori al mondo. Oramai sono diversi anni che il movimento calcistico italiano sta letteralmente soccombendo a realtà una volta più piccole che però con il passare degli anni, si sono evolute in maniera esponenziale.
In Italia sembra sempre più evidente il problema inerente ai settori giovanili, dove molto spesso i tecnici – spinti pure da dirigenti e società – puntano di più ad inculcare un assetto tattico alla squadra per vincere che allo sviluppo della tecnica calcistica individuale e collettiva. Insomma in Italia si punta più a portare a casa il risultato nei settori giovanili che a far crescere i giovani talenti che con il passare degli anni, sono sempre di meno ne nostro territorio.
Fatta questa premessa doverosa che descrive in parte le grandi lacune presenti nel nostro calcio attualmente, è senza ombra di dubbio rilevante un dato: la Nazionale italiana soffre le selezioni nordiche e ciò avviene già da prima del 2006.

Incubo nordico: le parole di Pochesci riecheggiano in vista del match di questa sera contro la Norvegia
Facendo un salto indietro nel tempo, precisamente al 2004 durante l’Europeo in Portogallo, la nostra Nazionale venne estromessa dal torneo dal clamoroso biscotto scandinavo firmato Danimarca-Svezia. Nella partita d’esordio, la selezione di Trapattoni andò in seria difficolta contro i danesi (match terminato 0-0) per poi sfornare una prestazione degna di nota contro la Svezia. La sfortuna però non giocò in nostro favore e il colpo di tacco di Ibrahimovic nei minuti finali, fissò il punteggio sull’1-1.
Ciò permise poi alle due selezioni nordiche di pareggiare per 2-2 nel turno finale del girone, dove gli azzurri vinsero per 2-1 contro la Bulgaria ma vennero estromessi per differenza reti sfavorevole negli scontri diretti contro Svezia e Danimarca.
Fatta eccezione della sofferta vittoria sulla Svezia da parte dell’Italia di Conte all’Europeo 2016, decisamente indigesta fu di nuovo la stessa Svezia nel 2018, selezione che ci eliminò dal Mondiale e che aprì la crisi della nostra Nazionale per quanto riguarda la più importante competizione internazionale a livello calcistico. L’ultima debacle contro una selezione nordica risale al luglio scorso, quando l’Italia cadde sotto i colpi di Haaland e compagni perdendo per 3-0.
Insomma, un vero disastro e l’ex allenatore della Ternana Sandro Pochesci, nel 2018 aveva redarguito così la Nazionale e il movimento calcistico italiano poco prima della fatale sfida di San Siro contro la Svezia (andata persa 1-0 con autogol di De Rossi, ritorno a San Siro 0-0). Match che ci costò la qualificazione a Russia 2018. Pochesci aveva ragione o esagerò nel dare questo giudizio? Ecco le sue parole:
“Non meniamo più. Una volta menavamo e vincevamo; ora ce menano, e piagnemo. Con chi abbiamo perso? Con una squadra che vale come una squadra di Lega Pro. Se avessimo giocato con una squadra di Lega Pro avremmo vinto. E invece abbiamo giocato con paura. E con la paura che succede? Che si prende autogol”

