Luciano Moggi ha analizzato ancora una volta a Juventibus la vicenda relativa a Calciopoli, sparando a zero sul sistema del calcio italiano dell’epoca. Ecco un estratto delle dichiarazioni rilasciate dall’ex dirigente della Juventus, raccolte per voi da La Fonte Sportiva:
“Io mi sono battuto, non per me stesso perché io sto discretamente bene. Io mi sono battuto per quelli che per Calciopoli sono morti o non hanno trovato più il lavoro che avevano e si sono trovati in difficoltà finanziarie per tutta la vita. Questo è quello che ha creato Calciopoli. Se un giorno Narducci si dovesse vergognare, farebbe quello che deve fare un ministro”

Moggi e le rivelazioni clamorose relative alle Sim svizzere
Moggi ha pure parlato della famosa vicenda relativa alle Sim svizzere, da lui denunciata:
“Noi della Juventus non abbiamo mai chiesto a nessuno di essere aiutati. Vi devo rivelare un cosa: quando parlano delle SIM svizzere nella sentenza c’è scritto ‘reato a consumazione anticipata’. Bastano le conversazioni con le SIM svizzere per stabilire la colpevolezza. SI interroga poi a testimonianza sotto giuramento il maresciallo Dilaroni che disse che le SIM svizzere ‘non portavano traffico’. Questo non è vero, perché portavano traffico del mercato perché io presi Stankovic e dopo due mesi me lo sono ritrovato all’Inter.
“Ho avuto la sensazione che qualcuno mi seguisse e non sbagliavo evidentemente. Poi i biglietti omaggio che tutti mi chiedevano. Di Pietro me ne ha chiesti una ventina per una partita con il Barcellona e con il Real Madrid. Poi ha detto anche che non mi conosceva subito dopo. Queste sono cose all’italiana (…). Le intercettazioni dicono chiaramente che ci faceva le cose che non doveva fare, non era la Juventus ma altre società e altre persone”

