Ivan Zazzaroni Direttore de Il Corriere dello Sport, è intervenuto a Pentasport di Radio Bruno ed ha parlato dei temi più importanti della Serie A.
Il giornalista sportivo ha commentato in modo particolare il momento buio che sta attraversando al Fiorentina di Rocco Commisso. Stefano Pioli dopo non aver portato nemmeno una vittoria, è stato esonerato il 4 novembre, al suo posto prima, Galloppa, poi adesso con Paolo Vanoli. Ecco le parole di Zazzaroni sul club viola e di tutto ciò che sta attraversando:
“In primis non bisogna deprimersi, anche se capisco sia la reazione naturale dopo un progetto triennale con Pioli fallito, e adesso ti ritrovi con una società dimezzata e un tecnico nuovo, consapevole dei rischi. Parti da un entusiasmo iniziale e ti trovi con una squadra che ha fatto ridere nelle prime 11, e ora c’è una cappa di negatività attorno alla Fiorentina. Immagino che Vanoli prenderà decisioni radicali nel formare la sua nuova squadra, a partire dalla difesa che è l’anello debole della rosa. Sono situazioni che capitano, penso al Napoli che dopo lo Scudetto è arrivato decimo: io stesso pensavo che la Fiorentina avrebbe fatto bene, perché non era uscito nessuno ed erano arrivati giocatori che forse abbiamo sopravvalutato. Ma Vanoli sa come salvare questa squadra”.
Fiorentina, Zazzaroni: Pioli o Italiano?
“Pioli o Italiano? Preferisco il secondo, lo conosco da vent’anni, so che fame ha e quanto sia attento ai particolari. Italiano è un allenatore moderno anche se pecca in aree come la comunicazione, che comunque viene considerata troppo in relazione a ciò che si vede sul campo. Si dice che ha perso tre finali, va bene, ma al Bologna alla prima occasione ha vinto.

Su Pioli sono uscite tante falsità: in primis non ha chiesto nessuna buonuscita, aveva veramente l’intenzione di risollevare la squadra e pensava di riuscirci, non ha mai chiesto un euro in più per rompere il contratto. E non è nemmeno stato accontentato sul mercato dalla società: lui Piccoli non lo voleva, mentre invece avrebbe preso Lindelof e un altro centrocampista. Sono cose che ci stanno nella costruzione di una società”

