Nel mondo del calcio, dove i riflettori sono puntati sul campo, c’è anche chi racconta lo spettacolo con passione, eleganza e competenza. Diletta Leotta, nata a Catania il 16 agosto 1991, è oggi una delle figure più riconoscibili del giornalismo sportivo italiano. Un volto che accompagna milioni di tifosi nei weekend di Serie A, diventando una presenza fissa — e attesa — sugli schermi di DAZN.
La sua carriera è cominciata tra i corridoi delle emittenti locali siciliane, ma il talento e la determinazione l’hanno portata presto sotto i riflettori di Sky Sport, dove si è fatta conoscere come conduttrice dei programmi legati alla Serie B. Voce limpida, preparazione solida e una naturale empatia con il pubblico: caratteristiche che le hanno spianato la strada verso la ribalta nazionale.
Il salto di qualità arriva nel 2018, con l’approdo a DAZN, la piattaforma che ha rivoluzionato il modo di vivere il calcio in Italia. Diletta diventa il volto di punta delle dirette della Serie A: è lei ad accogliere i tifosi nel pre-partita, a intervistare gli allenatori e a raccontare le emozioni del post gara, sempre con un sorriso e un tono equilibrato.
Spesso però, sono arrivati dei commenti non proprio belli da parte dei tifosi all’interno degli stadi, facendo partire anche cori proprio su di lei.
Lo sfogo di Diletta Leotta sui cori ricevuti a Napoli-Brescia
A Supernova, podcast di Alessandro Cattelan, Diletta Leotta ha parlato del suo mestiere dei commenti che a volte i tifosi gli rivolgono. Ecco le sue parole:
“I commenti della gente quando faccio bordocampo? Sì, la gente la sento, diciamo che è andata a migliorare la situazione. Quando facevo la Serie B a Sky Sport, facevano striscioni in tutti gli stadi, questo era l’inizio del mio nuovo lavoro. Poi negli stadi facevano anche i cori, alcuni non bellissimi anche, ma io non la prendevo mai troppo seriamente, cercavo di non dar troppo peso. Non è semplice, una volta sono stati pesanti in Napoli-Brescia, credo fossero tifosi del Brescia. Mi hanno urlato qualcosa, tipo “Tira fuori le tette”. E gli ho fatto un pollice verso il basso per chiudere la questione”.

