Braccio di ferro tra Pioli e la Fiorentina: ecco perché non è ancora arrivato l’esonero

La situazione in casa della Fiorentina si fa sempre più “drammatica”. Stefano Pioli, la società viola e i giocatori sono in ritiro al Viola Park per capire le prossime mosse e strategia prima di partire per la gara di Conference League di giovedi 6 ottobre ore 18:45.

Da Firenze tutto tace per adesso, sappiamo solo che al momento lo staff di Pioli tende a fare muro alla società della Fiorentina. Dopo l’ennesima sconfitta di domenica contro il Lecce e dopo le dimissioni del Ds Daniele Pradè, adesso si pensa al cambio in panchina è l’ultimo atto della rivoluzione che scuota la Viola dalle fondamenta ma scalzare l’allenatore si è rivelato compito arduo.

Da un lato c’è la società che, per l’evidenza dei risultati molto negativi rispetto agli investimenti fatti e alle aspettative, attendeva da parte dell’ex milanista un’assunzione di responsabilità e, di conseguenza, la scelta della dimissioni. Dall’altro c’è Pioli irremovibile: se hanno deciso di non continuare più con me, che siano loro a mandarmi via.

Fiorentina, ecco i motivi del non esonero di Pioli

Il tecnico della Fiorentina continua a mantenere una posizione ferma: non intende accettare una risoluzione consensuale del contratto alle condizioni proposte dal club. La società, per chiudere il rapporto in modo amichevole, avrebbe messo sul tavolo un’offerta di circa 3 milioni di euro netti, somma che coprirebbe l’intero stipendio della stagione in corso. Tuttavia, l’accordo in essere prevede 9 milioni netti complessivi (pari a circa 18 milioni lordi) fino alla sua naturale scadenza, e l’allenatore ritiene che la cifra proposta non sia sufficiente a giustificare l’interruzione anticipata.

Questa divergenza ha di fatto bloccato la situazione: la Fiorentina non è riuscita a ottenere il via libera del tecnico e si trova ora in un’impasse. L’unica via d’uscita rimasta sembra essere l’esonero, con il conseguente obbligo per la società di continuare a versare l’ingaggio previsto. Una soluzione che la dirigenza avrebbe preferito evitare, ma che si sta rivelando inevitabile dopo il rifiuto del mister di accettare condizioni economiche considerate inferiori alle proprie aspettative.

In sostanza, la trattativa per una separazione consensuale è fallita e il club viola, pur di voltare pagina, dovrà assumersi il costo pieno della rottura unilaterale.

Fiorentina, ecco il prossimo allenatore

l destino di Pioli alla Fiorentina è segnato: il licenziamento appare ormai imminente, restano solo da definire i dettagli burocratici. Tramontata l’idea di affidare temporaneamente la panchina al tecnico della Primavera, Galloppa, il club punta a presentare il nuovo allenatore già giovedì sera a Mainz per la sfida di Conference League. In pole position c’è D’Aversa, con Vanoli come principale alternativa. Palladino avrebbe dato disponibilità, ma la società sembra orientata altrove. Sul fronte dirigenziale, invece, si profila una promozione interna, con Roberto Goretti o Vittorio Angeloni candidati al ruolo di direttore sportivo.

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