Sta per uscire l’inchiesta su Calciopoli realizzata dal giornalista Fabio Ravezzani, intitolata “Calciopoli – Ultimo Atto”. Tale indagine analizzerà lo scandalo che colpì maggiormente la Juventus nel 2006, condannandola a una clamorosa retrocessione in Serie B.
Tutto Juve ha intervistato Ravezzani in merito a questa inchiesta da lui condotta e il direttore editoriale di 7 Gold ha espresso giudizi clamorosi in merito a ciò che sarà mostrato in “Calciopoli – Ultimo Atto”.
Ravezzani riabilita la Juventus su Calciopoli: “Club è vittima, pure gli altri chiedevano arbitri graditi”
Ecco un estratto delle parole di Ravezzani in merito alla vicenda Calciopoli:
“Ci sono intercettazioni clamorose che nessuno ha mai sentito. Parlano personaggi coinvolti che finora si erano rifiutati di entrare nel merito: dall’ex ministra Melandri, al pm Narducci, fino ad arbitri, calciatori presidenti e lo stesso Meani all’epoca grande avversario della Juve sul fronte Moggi. Più i grandi giornalisti italiani e mondiali che ricostruiscono la vicenda con nuove considerazioni e prospettive”
“La Juve è stata vittima di una clamorosa congiura interna. A fronte di violazioni non così diverse da altri club la morte di Umberto Agnelli ha consentito un regolamento di conti che è costato al club la retrocessione per mancata volontà di difesa, a differenza di quello che è successo ad altre società. L’inchiesta penale è stata miope perché interessava colpire e perseguire soprattutto il club più importante e questo accade spesso nelle indagini. Le intercettazioni compromettenti sono state inoltrate alla magistratura sportiva solo in ambito Juve. Ma c’erano comunque i margini per una difesa che evitasse addirittura la retrocessione”.
Circa il comportamento degli altri club, Ravezzani ha detto:
“Non solo la Juve che si muoveva intorno alla classe arbitrale in modo spregiudicato, ma tutti i grandi club che telefonavano, chiedevano arbitri graditi o segnalavano quelli sgraditi. Se anche possiamo riconoscere che le tessere telefoniche svizzere restano una pagina oscura, l’enorme disparità di condanne tra i club resta un’ingiustizia enorme”.
Mancanza di difesa nei confronti della Juventus? Secondo il giornalista è così
Secondo Ravezzani, all’epoca la Juventus non è stata difesa a dovere:
“Non c’è dubbio che alla fine della nostra inchiesta qualsiasi persona obiettiva tragga la conclusione che le sentenze sportive sono state frutto di enormi pressioni dei gruppi più potenti a livello economico e politico che hanno indirizzato i giudici. La Juve in quel momento non è stata difesa e ha finito per pagare per tutti. Non tanto per colpa di John Elkann, troppo giovane, ma per la scelta dei grandi vecchi che manovravano nel regime transitorio”.

