Una parte della tifoseria del Napoli non ha ancora digerito la scelta di Luciano Spalletti, ex allenatore degli azzurri e artefice del terzo storico scudetto conquistato nel 2023, di sedersi sulla panchina della Juventus per rilanciare la propria carriera dopo l’esperienza poco brillante alla guida della Nazionale.
Napoli, lo striscione contro Luciano Spalletti
Come riportato da Il Corriere del Mezzogiorno, nella serata di ieri è apparso uno striscione nel quartiere Sanità, esposto su un ponte molto frequentato della zona. Il messaggio, breve ma inequivocabile, recitava: “Uomini infami, destini infami”, una chiara risposta polemica alla celebre frase pronunciata più volte da Spalletti durante la sua avventura napoletana: “Uomini forti, destini forti.”
Il gesto riflette il profondo senso di tradimento provato da una parte del popolo napoletano, che aveva eletto l’allenatore toscano a simbolo di un’impresa sportiva memorabile, capace di riportare la città sul tetto d’Italia dopo oltre trent’anni. Ora, però, il suo approdo ai rivali bianconeri viene vissuto come un affronto personale, un atto che cancella l’affetto e la gratitudine accumulati. Lo striscione rappresenta dunque non solo una contestazione, ma anche il segno tangibile della delusione di una città che si era profondamente identificata nel suo condottiero.
A Luciano Spalletti molti contestano di aver “tradito” Napoli, soprattutto considerando il celebre tatuaggio dedicato allo scudetto e le sue parole sul fatto che il Napoli sarebbe stata la sua ultima squadra italiana. Tuttavia, i tifosi partenopei sembrano dimenticare che l’attuale allenatore azzurro è un dichiarato sostenitore juventino e ha trascorso ben sedici anni della propria carriera a Torino. In realtà, Spalletti, proprio come Antonio Conte, agisce da professionista: segue le opportunità del mestiere e accetta nuove sfide. Guidare la Juventus e tentare di riportarla ai vertici rappresenta, per il tecnico toscano, una motivazione enorme.

