Clemente Russo : “Il pugilato mi ha tenuto lontano dalle cattive amicizie. Ora sono Ct della Nazionale e…”

Il Ct della Nazionale di pugiliato, Clemente Russo ha rilasciato una lunga intervista in cui racconta la sua passione per questo sport cercando di trasmetterla anche ai suoi atleti.

Le parole di Clemente Russo

Ecco di seguito le parole di Clemente Russo dal Festival dello Sport a Trento riportate da La Gazzetta dello Sport:

“Come sempre il Festival dello Sport qui a Trento è bellissimo. Da una grandissima carica non solo a noi sportivi, ma a tutti coloro che partecipano: dai bambini ai giovani fino a quelli meno giovani. Alla fine, una cosa è vedere lo sport in televisione, un’altra è stare a contatto con i campioni: quando si allenano qui, tutti si sentono dei veri sportivi alla fine. È un modo per annullare ogni tipo di distanza: ogni anno vedo persone che arrivano al Festival a Trento da Napoli, dalla Calabria, dalla Sicilia, e questa è una cosa bellissima”.

Train Like a Champion” richiama già dal nome una modalità di allenamento “vicina” a quella dei professionisti…
“Ho sempre detto che l’allenamento è per tutti. Ciò che cambia è l’intensità, il carico, per questo dico sempre ‘spingete fino a dove potete, poi rallentate’, perché così il lavoro diventa per tutti in base alle proprie caratteristiche”. 

Una frase che ripete spesso è: “Se non ce la fate non ce la fate non fermatevi, calate l’intensità ma continuate”. Vale anche nella vita?
Vale anche nella vita. Faccio un esempio che ho vissuto ai tempi della scuola. Facevo fatica a studiare alcuni argomenti, soprattutto di storia: allora sottolineavo le cose più importanti, sintetizzavo l’argomento e imparavo le cose essenziali, ma lo facevo. Invece di chiudere il libro, comunque studiavo qualcosa. Questo vale in tutti gli ambiti: nella vita, nel lavoro di tutti i giorni e nello sport”.

clemente russo
Cleemente Russo Ct della Nazionale di Pugilato

Cosa cerca di trasferire nei suoi allenamenti, soprattutto dal punto di vista della mentalità?
“Che tutti ci possono riuscire: magari con ritmi diversi, con intensità diverse, ma ci possono riuscire. Cerco di creare un parallelismo tra lo sport e la vita quotidiana: a volte alleno anche atleti di altre discipline, perché lo sport è unico com’è unica anche la vita”. 

Ha più volte raccontato che lo sport l’ha salvata: in che modo trasmette questo messaggio quando allena?
“Credo di essere un esempio vivente di quanto lo sport possa portare a un riscatto sociale. Vengo da una terra dove c’era una faida camorristica, dove si ammazzavano tre persone a settimana, dove c’era il coprifuoco. Sono cresciuto e resuscitato da quella zona grazie allo sport: mi ha impegnato, mi ha tenuto lontano dalle cattive amicizie, mi ha aperto la mente e mi ha permesso di costruirmi dei sogni e un futuro”

Com’è fare il commissario tecnico della Nazionale?

 “È molto impegnativo. Da atleta pensavi a te stesso e basta, ora devi pensare a 20-30 atleti, è molto difficile. Alla fine il filo conduttore di tutto questo è dare qualcosa agli altri, cerco di trasmettere il mio sapere così come hanno fatto i miei maestri con me. Poi a me piace parlare ma anche ascoltare e imparare tanto dagli altri, in questo scambio continuo”. 

Sabato 25 ottobre sarà a Recco per il Liguria Active Day, dove oltre a una lezione di training funzionale terrà anche un talk con Alessia Maurelli. Di cosa parlerà?
“Porterò quello che sono, sempre, perché nello sport non puoi fingere. Porterò la verità del sacrificio e parleremo di cosa ci trasmette lo sport”

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