Le differenze tra il Caso Osimhen e quello sulle plusvalenze della Juventus: è polemica
A Napoli nelle ultime ore si è alzato un poolverone dopo le ultime intercettazioni sul caso Osimhen, che risalirebbero al Luglio 2020 e che vedeva protagonisti gli allora dirigenti del club partenopeo.
E’ ancora un terremoto dal quale non se esce. Per quanto riguarda il Napoli di De Laurentiis, il tutto ovviamente riferito al passaggio del nigeriano che arrivò al Napoli per 71 milioni di euro complessivi dal Lille.
Il patron azzurro sborsò così 50 milioni cash e la restante parte coperta attraverso i cartellini dei discussi Karnezis, Liguori, Manzi e Palmieri.
Napoli, le intercettazioni sul caso Osimhen
Ecco l’intercettazione sul caso Osimhen che sta facendo molto discutere tra l’ex Ds del Napoli Giuntoli, il vice Ds Pompilio e l’ad Chiavelli.

“Non devi scrivere nulla, non dobbiamo lasciare tracce nelle mail, a voce può dire quello che ti pare. Speriamo rifiutano, altrimenti dovremo darci alle rapine“.
Napoli, le differenze tra il caso Plusvalenze Juventus e il Caso Osimhen
Tra i due casi che stanno sollevando polemiche su polemiche anche sui social. Ci sarebbero comunque delle differenze, con la Procura federale e il procuratore Chiné che non hanno riaperto il processo a carico del Napoli, considerando che gli elementi raccolti non sono stati ritenuti sufficienti lo scorso aprile.
Giuntoli e Pompilio non risultato indagati, mentre i PM hanno chiesto il rinvio a giudizio per Chiavelli e il presidente del Napoli.
Elementi che stanno venendo alla luce dalla Procura di Roma, l’inchiesta sul patron De Laurentiis non avrà rilevanza sportiva per il Napoli e quindi nessuna eventuale penalizzazione in classifica.
Il procuratore Chinè non ha ritenuto infatti sufficienti gli elementi per riaprire il caso per la Procura sportiva e i termini sono adesso scaduti.
Secondo quanto riportato da Il Corriere dello Sport potrebbe riaprirsi il caso se dall’inchiesta della Procura di Roma emergessero nuovi elementi e intercettazioni.

